Da tempo se ne parla ma, ad oggi, entrambe le aziende hanno più volte ribadito che le loro strade procedono in parallelo e non si incroceranno. Di chi stiamo parlando? Di Microsoft e Nokia ovviamente, da tempo in odore di ‘matrimonio‘: cosa riserverà il futuro ed a quali scenari potrebbe portare l’eventuale unione di due delle più grandi aziende mondiali?
Il sodalizio tra il colosso di Redmond ed il famoso produttore di cellulari e smartphone è oramai cosa conclamata da parecchio tempo, per l’esattezza da quando Nokia ha deciso di puntare le proprie carte su Windows Phone per la tanto sognata rinascita dopo anni di risultati deludenti.
Fin da allora Microsoft ha contribuito, economicamente e non solo, a tenere a galla una Nokia in evidente difficoltà dopo il dominio incontrastato di qualche anno fa e che si è ritrovata in una situazione poco piacevole dovendo fronteggiare una crisi di vendite senza precedenti, licenziamenti e continui cambi di rotta a livello di strategie.
Dopo anni di tentennamenti sul fronte dei sistemi operativi, dapprima scegliendo Symbian ed in seguito portando avanti il progetto Maemo - successivamente accorpato assieme a Moblin di Intel nell’ambizioso OS MeeGo visto sul Nokia N9 -, i risultati deludenti spinsero Nokia a scegliere altrove il sistema operativo, divenuto sempre più il cuore pulsante del mondo dei cellulari dopo l’avvento di iPhone e dei suoi figli.
La scelta cadde su Windows Phone e a febbraio 2011 fu annunciata la storica partnership tra Nokia e Microsoft, con l’obiettivo comune di realizzare un nuovo ecosistema in grado di affrontare iOS e Android a viso aperto. Windows Phone è, quindi, diventato il principale OS degli smartphone della casa di Espoo - eccezion fatta per i dispositivi di fascia bassa -.
Una alleanza vera e propria che ha portato benefici ad entrambe le aziende, con Microsoft che ha potuto contare su un canale privilegiato con una azienda rinomata a livello mondiale e con Nokia che, grazie ad un supporto per certi versi unico da parte dell’azienda americana, è di fatto diventato il principale produttore di Windows Phone del mondo, almeno dal punto di vista qualitativo.
La domanda che sorge spontanea è: che progetti ha per il futuro Microsoft?
L’azienda guidata da Steve Ballmer ha già dimostrato in queste settimane di essere finalmente pronta a camminare con le proprie gambe anche nel mercato dell’hardware, come dimostrato dai nuovi tablet Surface basati su Windows 8/RT, che hanno attirato le attenzioni dei fan della tecnologia e che, soprattutto, hanno messo una trave grossa come un tavolo da biliardo nell’occhio degli altri produttori di hardware.
Microsoft ha sempre dominato il mercato dei sistemi operativi grazie ai PC e, fino a qualche anno fa, la cosa andava a genio ai vertici dell’azienda. Come qualsiasi altro colosso mondiale, però, diversificare i propri prodotti è scelta spesso saggia e giusta ed osservare la rinascita di Apple a cavallo degli anni 2000, per mano dell’allora ex-ripudiato Steve Jobs, ha risvegliato lo spirito competitivo di Microsoft.
Il successo di iPhone fin dal suo lancio nel 2007 ha messo in moto un meccanismo competitivo mai visto nel mondo dei cellulari e Microsoft, ovviamente, non poteva restare tagliato fuori a lungo. Dopo un tentativo, con conseguente fiasco colossale, dei cellulari Kin, ecco l’avvento di Windows Phone 7, lanciato oltre tre anni dopo Windows Mobile 6.0 - l’ultima grande release per palmari/cellulari -.
Storia analoga che si sta ripetendo peraltro grazie ad iPad che, forte di milioni di pezzi venduti in tutto il mondo, sta mettendo il sale sulla coda alla concorrenza spingendola ad una competizione a 360 gradi.
La crisi di Nokia sembra solamente rallentata dall’avvento di Windows Phone, mentre le ambizioni di Microsoft sono considerevoli. Con questa premessa il ‘matrimonio’ tra le due aziende pare inevitabile, anche se il ‘quando’ è ad oggi un mistero. Molto, se non tutto, dipenderà dai risultati in termini di vendite dei Lumia del colosso finlandese che, dopo un inizio promettente con il Lumia 800, sono vistosamente rallentate negli ultimi mesi.
Quel che è certo è che una simile unione farebbe bene ad entrambe le aziende, con Microsoft che metterebbe le mani su un know-how considerevole - oltre che su una bella valigia di brevetti – e con Nokia che vedrebbe risolti in gran parte i propri problemi economici, con una maggiore stabilità e la ‘guida‘ di una delle maggiori aziende del mondo.
Una unione che, peraltro, potrebbe portare ad esiti imprevedibili, alterando gli equilibri che si sono instaurati in questi anni tra Android ed iPhone.







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